Bergamo

La celebrazione del potere regio é evidente negli epitaffi di re, regine, duchi e badesse di stirpe regale. Il tema degli intrecci, dell’ornato geometrico e della stilizzazione della natura emerge negli straordinari elementi di arredo, plutei, pilastri, capitelli e pulvini, provenienti in massima parte dalle chiese cittadine fondate, o largamente beneficiate, dalla corte. Le testimonianze provenienti dalle sepolture, ma soprattutto dal recupero, avvenuto nel letto del Ticino, presso il Ponte Coperto rendono conto della cultura materiale degli abitanti romanzi e germanici.

Il recente riallestimento della sezione dispone i reperti in ordine cronologico, ma anche topografico, cosí da evocare, in una rete di richiami, la ricomposizione dell’immagine urbana nei secoli dell’altomedioevo. Pannelli con brani della Storia dei Longobardi di Paolo Diacono, una carta topografica della cittá antica e un ricco apparato didascalico guidano il turista durante la visita.

Bergamo e il suo territorio occupano una posizione nodale sia dal punto di vista economico che strategico–commerciale. L’importanza dell’area tra l’antichitá e l’altomedioevo appare immutata: la presenza di popolazioni germaniche é attestata in localitá che hanno restituito testimonianze, anche consistenti, di etá romana e tardoromana. In particolare, l’etá longobarda é documentata da un alto numero di ritrovamenti: questo dato ben si accorda con le molte citazioni nella Storia dei Longobardi di Paolo Diacono e nei documenti, nonchè con la precoce istituzione del ducato, che si attua giá nel periodo della conquista.

I reperti conservati presso il Museo Archeologico provengono soprattutto da sepolture scoperte casualmente nella seconda metá dell’Ottocento, nel corso di lavori agricoli o di scavi edili. Fanno eccezione i materiali, di proprietá statale, provenienti dalla necropoli di Castelli Calepio, rinvenuti alla fine degli anni ’70 del secolo scorso.

Il percorso espositivo presenta un piccolo, ma significativo, gruppo di epigrafi paleocristiane e altomedievali, alcuni oggetti tipici del costume femminile ostrogoto, tra cui una fibula a staffa e un paio di orecchini a poliedro, un corredo di tradizione alamanna e un altro esemplificativo dei persistenti usi funerari delle popolazioni autoctone. Per l’etá longobarda si segnalano alcuni reperti dall’ampia necropoli di Fornovo S. Giovanni, le raffinate armi di Scanzo con l’umbone decorato a “triquetra”, le guarnizioni di cintura ageminate di Calepio e le croci d’oro di Zanica e Loreto. Sono anche presenti alcuni frammenti di decorazione scultorea ad intreccio, con ogni probabilitá, collocati originariamente in edifici di culto.

L’allestimento é organizzato con particolare attenzione alla localizzazione dei reperti e alle tecniche esecutive ed é corredato da pannelli e didascalie.