

Il manufatto é stato rinvenuto negli scavi, operati a Trezzo d’Adda tra il 1976 e il 1978, che hanno messo in luce un piccolo nucleo di cinque sepolture maschili. L’accuratezza della costruzione delle tombe, l’abbondanza e la qualitá degli oggetti di corredo, la ricchezza delle vesti e la presenza di ben due anelli sigillari permettono di affermare che questi defunti appartenevano al rango più alto della societá longobarda. Trezzo sorge sui terrazzamenti che si elevano sopra un’ansa del fiume, tali da offrire una difesa naturale e un ottimo controllo del territorio. Il ritrovamento a poca distanza, tra 1988 e il 1991, di altre venticinque tombe conferma l’ipotesi di un abitato di notevole rilievo, un fulcro del territorio rurale con funzioni di controllo su vie di grande importanza commerciale. Oltre all’anello sigillare la tomba 2 conteneva uno scudo da parata, una spatha con le relative guarnizioni, uno scramasax con il fodero, una cuspide di lancia, degli speroni con le cinghiette, una crocetta, dei fili aurei, alcune guarnizioni di cintura, due coltelli e un morso.
L’anello d’oro é formato da una piastra circolare, decorata lungo il bordo da piccoli punti incisi, saldata ad una verga, molto spessa, a sezione circolare. Al centro della piastra compare il ritratto stilizzato di un uomo a mezzo busto, colto nell’atto di benedire. Il volto é reso con tratti marcati e molto schematici: i grandi occhi circolari, la bocca appena accennata, la barba quasi triangolare e i capelli disposti simmetricamente al centro del capo. La suntuositá dell’abito appare nella ricca decorazione sulle spalle e sul polso. Intorno al bordo é incisa a rovescio la scritta “Rodc/his v(ir) il(lustris) ”, preceduta da una croce a bracci uguali.
L’anello, rivenuto in corrispondenza della mano sinistra del defunto, era probabilmente portato al pollice ed utilizzato per imprimere nella cera il sigillo agli atti pubblici. Molti ancora sono i punti oscuri che riguardano questo tipo di manufatto, tra cui l’identitá del personaggio rappresentato, il re, secondo alcuni, lo stesso funzionario, secondo altri. In ogni modo, l’anello sigillare é simbolo del potere esercitato in vita dai suoi detentori, veri e propri “Signori degli Anelli ”.
Oro.E. ROFFIA, scheda
“Anello a sigillo
” in La necropoli longobarda di Trezzo sull’Adda, a.c. E ROFFIA, Firenze 1986, pp. 38–39
I Signori degli Anelli. Un aggiornamento sugli anelli–sigillo longobardi, a c. S. LUSUARDI SIENA, Milano, 2004.
