

Il Museo Archeologico di Bergamo é collocato nello storico complesso della Cittadella, voluto nel 1355 da Bernabó Visconti, come fortezza a protezione dell’area Ovest della cittá.
Il primo nucleo delle collezioni risale al 1561, quando, per decreto del Maggior Consiglio della Cittá, viene costituita la Raccolta di anticaglie, una serie di epigrafi, che vengono collocate nella Loggia sotto Palazzo della Ragione.
Nel 1743 la Bina degli Anziani, decide di affidare ad un gruppo di studiosi locali l’incarico di progettare una nuova sede, più idonea alle collezioni che stavano via via ampliandosi. La costruzione del Palazzo, sopra il Fontanone visconteo, si protrae per circa trent’anni e viene inaugurato nel 1770. Nel 1818, tuttavia, l’edificio é adibito a sede dell’Ateneo di Scienze Lettere ed Arti e la collezione viene nuovamente smembrata.
Nel XIX sec., l’archeologia bergamasca riceve il fondamentale contributo di due studiosi: il conte Paolo Vimercati Sozzi e il prof. Gaetano Mantovani. Al primo si deve la raccolta di materiali archeologici provenienti da tutta la provincia, che lasció in dono alla cittá, al secondo il recupero dei reperti scoperti occasionalmente sul territorio, esposti nell’atrio della Biblioteca A. Maj, e la costituzione della rivista Notizie Archeologiche Bergomensi, che viene pubblicata fino al 1900.
All’inizio degli anni ’30, le collezioni confluiscono alla Rocca, dove rimangono fino allo scoppio della II guerra mondiale. Nel 1960 il Museo viene riallestito nel trecentesco Palazzo Visconteo della Cittadella, dove si trova tuttora.
Il Museo é articolato in cinque percorsi espositivi. La sezione preistorica presenta reperti dell’etá del Rame, del Bronzo e del Ferro. Il Lapidario raccoglie numerose epigrafi, prevalentemente di carattere funerario. I ritrovamenti dell’archeologia urbana bergamasca sono documentati nella sezione la cittá dalle origini all’etá romana, tra cui spiccano gli affreschi della domus di Via Arena. Il museo inoltre accoglie un nucleo di sei statue greche e romane, arrivate a noi tramite il collezionismo antiquario. Chiude il percorso espositivo lo spazio dedicato ai Goti e Longobardi nel territorio bergamasco.
Il Museo é dotato di pannelli didattici e i reperti sono accompagnati da didascalie scientifiche. Vengono organizzate mostre a cadenza annuale, attivitá didattiche per bambini e ragazzi, cicli di conferenze e attivitá divulgativa per adulti. Si svolgono attivitá di ricerca e di scavo, e viene, inoltre, pubblicata annualmente la rivista Notizie Archeologiche Bergomensi.
