

I Musei Civici di Como documentano gli aspetti salienti della cultura e delle vicende artistiche del territorio lariano e costituiscono punto di riferimento obbligato da cui partire per conoscere e visitare la città e la sua provincia. Sono dislocati in quattro edifici: Palazzo Giovio e Palazzo Olginati, Palazzo Volpi, Tempio Voltiano, ma riuniti sotto un’unica direzione con sede in Palazzo Giovio.
Direttore responsabile é il Dr. Lanfredo Castelletti.
Palazzo Giovio e Palazzo Olginati sono dimore storiche di due nobili famiglie comasche e ospitano Il Museo Archeologico “Paolo Giovio” e il Museo Storico “Giuseppe Garibaldi”. Nel Museo Archeologico sono: la sezione dedicata alla Preistoria e Protostoria, in cui é particolarmente ben documentata la Cultura di Golasecca (I millennio a.C.) e la sezione romana, che presenta la Novum Comum fondata da Cesare, inoltre alcune sale dedicate al collezionismo. Il Museo Storico, oltre a testimoniare le lotte risorgimentali, comprende una sezione dedicata alla moda fra XVIII e XIX secolo. L’ingresso é unico da piazza Medaglie d’Oro, 1.
Palazzo Volpi é situato nella zona sud–occidentale della città murata. Questo edificio, sede del Tribunale Giudiziario sino agli anni settanta del XX secolo, venne eretto nel terzo decennio del Seicento per iniziativa di Ulpiano Volpi, protagonista di una fortunata carriera ecclesiastica presso la Curia romana, grazie alla quale garantí alla propria famiglia una rapida ascesa sociale. Il progetto della fabbrica, inviato a Como da Roma, si deve ad un architetto senese di nascita, ma romano di adozione, Sergio Venturi, noto per la realizzazione del catafalco di papa Paolo V. Il Palazzo ospita quattro Sezioni museali. A piano terreno sono presenti le Sezioni dedicate al Medioevo e al Rinascimento. Al primo piano é dislocata la Quadreria storica con dipinti dal XVI al XIX secolo. Il secondo piano é dedicato alle opere del Novecento. La struttura possiede inoltre un Archivio di Architettura, all’interno del quale é conservato il fondo di disegni dell’architetto futurista Antonio Sant’Elia. Ingresso in via Diaz, 84.
Tempio Voltiano é l’unico mausoleo al mondo elevato a memoria di uno scienziato. Fu progettato in forme neoclassiche dall’architetto Federico Frigerio nel 1927 e destinato ad ospitare apparecchiature scientifiche e cimeli dello scienziato comasco Alessandro Volta, inventore della pila. Ingresso da viale Marconi.
Il recente allestimento della Sezione Medievale in Palazzo Volpi (2003) segue il rinnovamento delle Sezioni dedicate alla Protostoria (1997) e alla Romanizzazione (2001) nei palazzi Giovio e Olginati dei Musei Civici di Como.
I materiali medievali provengono da vari edifici della città, alcuni anche scomparsi, e costituiscono preziose testimonianze di un periodo particolarmente vivace e fecondo per il territorio lariano (dal VI al XIV secolo). La vicenda della loro musealizzazione si protrae da oltre un secolo a partire dalla costituzione del Museo a metà del XIX secolo. Il nuovo allestimento presenta all’interno di una nuova e coerente lettura materiali già conosciuti e opere lungamente conservate nei depositi. Tra i primi si segnalano gli affreschi gotici provenienti dal convento benedettino femminile di Santa Margherita di Como (sala 0.10), la collezione di scultura altomedievale e romanica, nucleo costitutivo della Prima (1897) e successivamente della Seconda (1937) Sala Cristiana di Palazzo Giovio, e importanti rilievi un tempo caoticamente murati alle pareti dello scalone di Palazzo Giovio. Tra i secondi figurano ad esempio un inedito nucleo di stucchi romanici provenienti dalla chiesa di Sant’Abbondio, l’orologio solare proveniente dal monastero dell’Acquafredda sopra Lenno (sala 0.7) e una serie di mensole e capitelli romanico–gotici (sala 0.8).
La sezione, ordinata secondo un percorso prevalentemente cronologico e attenta alle aggregazioni connesse alla provenienza, ha inizio attraverso il portale romanico della chiesa di Santa Margherita ed é subito introdotta da una sala didattica che documenta le tecniche di lavorazione e il reimpiego dei manufatti in pietra (sala 0.2), attività che segna in modo indelebile la cultura materiale delle terre dei laghi. Il resto del percorso é scandito da tre fasi cronologiche, rappresentate visivamente da pannelli luminosi illustranti la cronistoria relativa: all’Altomedioevo, che aggrega le sale 0.3 e 0.5; ai secoli XI e XII, a cui si legano le sale 0.6 e 0.7; e infine ai secoli XIII e XIV, a cui sono dedicate le sale 0.8 e 0.10. In fase di allestimento é sopraggiunta l’opportunità di esporre il ciclo ad affresco strappato dalle absidi romaniche della chiesa di San Giorgio in Borgo Vico di Como (sale 0.4 e 0.9). All’interno delle singole sale il risalto conferito ad un singolo materiale o l’aggregazione in piccoli gruppi é finalizzata alla proposizione di tematiche, che vengono poi sviluppate nei pannelli incassati nei vani delle finestre. Questi si differenziano, in base al genere, secondo quattro diversi colori: arancio per gli approfondimenti specifici sulle opere più significative, rosso per gli approfondimenti su temi generali, azzurro per i riferimenti topografici, verde per le informazioni di carattere tecnico.
Maria Letizia Casati conservatore
