
Le Civiche Raccolte Archeologiche e Numismatiche di Milano nascono dall–rsquo;ereditá di alcune importanti istituzioni culturali quali il Gabinetto Numismatico di Brera, sorto ufficialmente nel 1808, il Museo Patrio di Archeologia, fondato nel 1862 e il Museo Artistico Municipale, istituito nel 1877. Agli inizi del XX sec. viene inaugurato presso il Castello Sforzesco il Museo Artistico – Archeologico che riunisce, grazie ad accordi tra il Comune e lo Stato, le diverse realtá museali.
Nel secondo dopoguerra, si decide di ampliare lo spazio espositivo, facendo confluire parte delle collezioni presso la prestigiosa sede dell’ex Monastero Maggiore in Corso Magenta, fondato tra la tarda etá longobarda e la prima etá carolingia sui resti delle strutture del circo romano. Il complesso, giá in parte alterato nel corso del XIX sec. e pesantemente bombardato durante la seconda guerra mondiale, presenta alcune parti dell’edificio cinquecentesco, tra cui il portone monumentale e il chiostro minore. Migliore sorte hanno avuto le parti più antiche del Monastero: la torre a pianta trapezoidale, che faceva parte delle fortificazioni cittadine volute dall’imperatore Massimiano (285–305 d.C.), e la torre quadrata, appartenente ai carceres del circo, riutilizzata come campanile della chiesa di S. Maurizio tra il IX e il X sec., nel cui loggiato si conserva in opera l’originaria decorazione architettonica altomedievale.
Il percorso espositivo ad oggi é articolato su due sedi. Al Castello Sforzesco troviamo la sezione preistorica, che documenta le diverse culture dell’Italia Settentrionale dalla fine del Neolitico alla romanizzazione, la sezione egizia e parte della sezione epigrafica. In corso Magenta, oltre al lapidario, collocato sotto i portici del chiostro, sono presenti la sezione greca, con un consistente patrimonio soprattutto ceramico, i materiali etruschi, notevoli per la qualitá e quantitá, la collezione di arte del Gandhara, provincia dapprima dell’impero persiano e poi ai margini di quello di Alessandro Magno. La sezione romana presenta reperti provenienti dagli scavi urbani e lombardi, straordinaria tra cui la patera di Parabiago, grande piatto d’argento sulla quale é rappresentata una scena legata al culto di Attis, ma anche testimonianze della produzione artistica e artigianale romana provenienti da collezione, tra cui si segnala la coppa diatreta “ Trivulzio”. Chiude l’esposizione la sezione barbarica di minore estensione ma assai significativa per gli oggetti esposti.
Nei prossimi anni i materiali preistorici, egizi, greci, etruschi e del Gandhara confluiranno nel nuovo grande Museo Archeologico che sorgerá nell’area industriale dell’ex–Ansaldo. L’acquisizione di uno stabile in via Nirone permetterá, a breve, il riallestimento dei reperti altomedievali in uno spazio più vasto.
