

L’articolato complesso dei Musei civici di Pavia, testimonianza dell’opulenza della cittá, é ospitato all’interno del Castello Visconteo, fondato da Galeazzo II nel 1360 e ultimato entro la fine del XIV sec. Venne concepito in origine come un grande quadrilatero, ai cui angoli si ergevano quattro imponenti torri. Ammirato dal Petrarca, ospitava la residenza pavese dei signori, poi duchi, di Milano ed era munito da un presidio militare. Questa duplice valenza di ricca dimora signorile, dotata tra l’altro di una biblioteca di oltre mille codici, e insieme luogo d’armi, con una delle armerie più fornite del tempo, ben esprime il passaggio tra Medioevo e Rinascimento, ancor oggi visibile nel contrasto tra l’imponente mole in laterizio, dotata di ponte levatoio, e le leggiadre bifore dei fronti.
Il Castello venne gravemente danneggiato, nella battaglia tra Carlo V e Francesco I combattuta nel 1525 che portó alla distruzione delle torri posteriori e dell’ala nord prospiciente il parco. Utilizzato da allora fino al 1921 come caserma, é stato oggetto di un restauro stilistico che ne ha in parte reintegrato le logge superiori del cortile e ha aggiunto alcuni elementi decorativi verso l’esterno.
Il percorso espositivo si snoda al primo piano a partire dal Museo Archeologico, che ospita reperti provenienti dalla cittá e dal territorio (corredi funerari, sculture, architettura funeraria), nonchè frutto del collezionismo ottocentesco (reperti egizi ed etruschi). La sala VI ospita i reperti altomedievali compresi tra IV e IX sec. d.C. Le sale successive documentano le numerose testimonianze dall’etá romanica al rinascimento tra cui si segnalano frammenti di decorazione architettonica, notevoli pavimenti a mosaico e sculture in pietra e in cotto provenienti dalle chiese pavesi. Al primo piano troviamo la pinacoteca antica, con opere dal Duecento al Settecento, dove sono rappresentati artisti di fama come Antonello da Messina, Foppa, Bergognone, Crespi, Magnasco e Tiepolo, il modello ligneo del Duomo, la quadreria dell’Ottocento, recentemente riallestita, che copre il periodo tra il neoclassicismo e gli inizi del Novecento, con opere di Appiani, Hayez, Faruffini, Cremona. Infine al secondo piano superiore sono ospitati la sezione di scultura moderna e gipsoteca, l’importante Museo Storico del Risorgimento e la collezione africana costituitasi in memoria del primo esploratore della Somalia, L. Robecchi Bricchetti.
