Le Collezioni

Splendida di edifici e “abbondante d’ogni cosa”, come scrive il poeta Ausonio, Milano tardoantica vive una stagione particolarmente felice della sua storia. In seguito, le ondate delle invasioni germaniche minano il suo primato e bisogna attendere l’etá carolingia perchè la cittá conosca una rinascita commerciale e politico–religiosa.

Nella sezione romana sono presenti materiali artistici e d’uso che testimoniano la grandezza di Milano nella tarda antichitá. Nella sezione barbarica troviamo invece manufatti di tradizione gota, alamanna e longobarda. La consistenza della raccolta, originariamente formata da donazioni e acquisti, si é recentemente ampliata, con il deposito di oggetti rinvenuti negli scavi della Soprintendenza Archeologica (Trezzo, Campione d’Italia, Varedo).

La cultura gota é rappresentata da pochi ma splendidi gioielli, tra cui spicca la fibbia di Landriano (Pv), a teste d’aquila affrontate. Un piccolo nucleo di oreficerie documenta la presenza in Italia degli alamanni, un popolo di confine che si rifugió nella nostra penisola sotto il regno ostrogoto.

Il gruppo più cospicuo di reperti, invece, riguarda l’etá longobarda e proviene soprattutto dal territorio milanese e dalla pianura bergamasca. Finezza ed eleganza contraddistinguono le crocette in lamina d’oro lavorate a sbalzo, con decorazioni naturalistiche e geometriche, in stile zoomorfo. Sempre da tombe di area lombarda sono le armi, datate entro la fine del VII sec., tra cui spade, scramasax, punte di lancia e umboni di scudo, che testimoniano l’importanza sociale dello status di guerriero.

Il percorso espositivo é dotato di accurati pannelli didattici e didascalie esplicative, che consentono di inquadrare i manufatti sia dal punto di vista storico che materiale. Questo nucleo di reperti andrá a costituire il cuore della più vasta sezione altomedievale, in corso di allestimento.

Pavia, per ben cinque secoli, svolge un ruolo cardine nell’altomedioevo lombardo. Capitale del regno longobardo ed italico é, nell’immagine tramandataci dalle fonti, una cittá florida, pulsante di traffici e di commerci, attratti dalla presenza della corte.

La ricca raccolta altomedievale dei Musei Civici rappresenta solo una minima parte del deposito archeologico ancora da scoprire, essendo principalmente frutto di ritrovamenti sporadici e occasionali: solo nuovi scavi programmati potranno svelare in futuro quanto ancora si cela sotto i monumenti cittadini, ricostruiti in etá romanica.

Il percorso espositivo si snoda nella sala VI, un tempo camera del castellano, a cui era deputata la cura e la custodia del castello visconteo. Risale al 1469 la suggestiva decorazione “a compassi”, che riveste come una tappezzeria la volta e le pareti.